SegnalaProtetto
Articolo · 04/09/2026

Anonimato e riservatezza: due cose diverse

Chi segnala può restare senza nome, oppure dire chi è sapendo che nessun altro lo saprà.

Nel linguaggio comune si usano come sinonimi, ma nella pratica di un canale di segnalazione sono due strade diverse — e chi segnala deve poter scegliere.

Segnalazione anonima

Chi scrive non lascia il proprio nome. Riceve un codice con cui rientrare nel canale, leggere le richieste di chiarimento e rispondere: il dialogo continua senza che l'identità venga mai fuori.

Segnalazione confidenziale

Chi scrive dice chi è, ma la sua identità è protetta: può essere conosciuta solo dalle persone competenti a ricevere e dare seguito alla segnalazione.

Cosa dice la norma sulla riservatezza

La protezione non riguarda solo il nominativo, ma ogni elemento della segnalazione da cui si possa risalire, anche indirettamente, a chi l'ha fatta. E la segnalazione è sottratta all'accesso agli atti amministrativi e all'accesso civico generalizzato.

Perché conta anche per l'ente

Un canale che non garantisce davvero queste due strade non viene usato: le cose scomode continuano a circolare altrove, dove l'organizzazione non può intervenire.

Riferimento: D.Lgs 24/2023 e indicazioni dell'Autorità Nazionale Anticorruzione. Non sostituisce il testo di legge.

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